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Di Domenico Christian 3

Ho compiuto 49 anni ( sono nato il 20 aprile 1969). Sono felicemente sposato da 15 anni e padre di due splendidi bambini.

A volte, per curiosità, consulto wikipedia per leggere la mia biografia redatta da qualche anima gentile e ritrovo, con dolce nostalgia, titoli e nomi che avevo dimenticato, ma che rappresentano tasselli essenziali della mia vita artistica.

Volendo fare un consuntivo della mia formazione professionale, credo che valga la pena indicare soprattutto le figure dei Maestri che hanno segnato il mio percorso. Ecco dunque i miei “Magnifici 7”: Alessandra Galante Garrone, Vittorio Franceschi, Massimo Navone, Marco Baliani, Gabriele Vacis, Elio De Capitani e Jurij Alschitz.

Devo sinceramente a tutti loro quello che oggi sono in grado di fare sulla scena, in termini di autoralità, originalità e spirito creativo.

Ma anche da spettatore ho imparato molto; gli spettacoli di Peter Brook, Arianne Mnouchkine, Anatolij Vassilev, Lev Dodin, Nekrosius, Leo De Berardinis ,Toni Servillo e molti altri, hanno contribuito a nutrire valori come Poetica ed Etica del mio lavoro.

Ogni spettacolo, ogni personaggio, ogni compagno di viaggio mi hanno arricchito e sicuramente hanno fatto di me un uomo migliore.

Ricordo che in uno dei test che dovetti affrontare durante le proverbiali tre giornate propedeutiche al servizio militare, si richiedeva un disegno che rappresentasse, idealmente, “chi sono io?”

Disegnai un clown che in mano aveva un libro, l’Amleto di Shakespeare.

Pur mantenendo una sana dose di ironia e coltivando in maniera platonica l’amore per il dubbio, la crisi e la ricerca, oggi credo di avere un’idea ben precisa del perché faccio questo mestiere e la scelta dei progetti, da condividere o da portare avanti in maniera autonoma, persegue ormai sempre quell’idea:

essere necessario, urgente.

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